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Tag Archives: poesia

Se scivolasse tutto alla velocità di una goccia che precipita
questi vetri sfregiati non si sarebbero appannati oltre.
Stringersi le ginocchia vicino al petto non avvicinerà l’ombra riflessa in quella pozzanghera,
né te ne renderai conto poco dopo l’accaduto –
dimentichi le azioni come dicendole addio assieme a ciò che hai provato
ma solo dopo dopo dopo – durante il ripiegarsi di una pagina sotto lo stesso colore
il cuore ammalgamato in una ragnatela di fumo sanguina sanguina sanguina –
prosciugando il “sintomo temporale”.

Le persone dicono – le persone dicono
e tu quale corsia tra le molte
che si specchiano in sé stessi vedendosi rotti
e quindi “diversi dall’altro”
stai solcando?

Domande quasi troppo complicate ( o scomode)
per essere affrontate quasi fosse lo stesso seme della personalità
ad appassire e diventare una favola empirica,
ma non essendo questo il problema o non del tutto
stiamo girando attorno ad una “pratica” emotiva
che si spegne e si accende ad intermittenza
e qualcuno dalla testa d’aquila alza la mano sui cieli
e nel suo grido oltre l’atmosfera
chiede:

“Attivate la recettività al vostro prossimo e al mondo.
Attivate la conoscenza sensoriale.
E’ un involucro troppo importante per affondare nella melma che ogni essere umano diventa nel tempo
nuotando dentro lo stereotipo di vita che ci hanno concesso.”

Queste parole fanno pensare stretti al cuscino, sotto le stelle, o accompagnati da un ricordo
e allora le decisioni della metamorfosi di un’anima può avere inizio scegliendo
e capacitandosi delle proprie celesti formazioni.

– Ma questo mio cuore sta ancora sanguinando, prosciugandomi, mi sto smarrendo…
Sembra troppo difficile andare avanti… –

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A. Roswertyh

Appena uscita dalla sala. Ho iniziato a lasciarmi inondare dal metodo, anzi dallo stesso modo di ragionare e agire del film, benché questi non ne abbia propriamente uno come un’essere pensante. Il mio cervello non ha mirato a confondermi ma ha cominciato a creare collegamenti su ogni tratto emotivo, olfattivo e visivo, come fasci di luce che unendosi formano un immensa ragnatela, l’universo e la stella che mi ospita ne fanno parte come il più banale sasso al più confuso uomo. Se i fratelli Wachowsky miravano in un primo momento a confonderci sull’idea di realtà o reale, su cosa lo fosse o no, al poi mostrarti la spietata ma giusta battaglia per la verità e libertà ora, questi aprono le porte che calpestiamo tutti i giorni, ignari o consapevoli della loro esistenza sotto i nostri piedi, come se al nostro polso ci fosse un filo invisibile che smosso tira altre fila intrecciate e dicendoti questo con una soundtrack dal cuore ingenuo ti porterebbe a credere che l’idea ( e cito) – Potrebbero dirti con quegli sguardi e le labbra che si smuovono come onde alla visione che un auto è un uccello – che vola basso, ma vola basso per poter cogliere faccia a faccia il mondo che dall’alto solo uno spettacolo di luci danzanti può essere.

Si, posso dire di essere influenzabile quando qualcosa di tale mi viene posto davanti, ma provate, le mie parola per attimi si sono strozzate in gola, se queste parole potessero in qualche modo, anche lontanamente influenzare un albero genetico o il futuro stesso voi cosa fareste?
Ma soprattutto come lo fareste sapendo questa verità…?

Mi chiedo, se sia meglio morire per le proprie idee o con le proprie idee?
E avremmo il coraggio per affrontare la morte?

– In pochi attimi ogni composizione muta come le foglie cadute e trainate dal vento… –

E’ ingenuo ovviamente credere che un’idea possa cambiare ogni cosa. Ma possiamo sperare perchè l’essere umano anche se vaga nell’oscurità cerca continuamente a tentoni la luce, intrinseca nell’animo umano la ricerca della verità. Anche se le persone cambiano, anche se le verità si trasformano e qui cito SONMI “Non verità”, questa rimarrà sempre lì, giacerà nelle azioni passare, presenti e future.
Ho fiducia in questo, perchè c’è stata una scena del film che mi ha colpito e fatto struggere il cuore sentendolo in gola, per la sua crudeltà nel silenzio e negli sguardi, ( quando viene uccisa Yoona-939) e spero che non diventeremo mai in questo modo, MAI. Le verità sono pesanti, e le bugie una sorta di bolla di protezione necessaria sembra, ma solo perchè abbiamo perso lo spirito di adattamento credo, e la comprensione della realtà. Parlando tanto e non dicendo nulla è ovvio che anche io faccio parte di questa fascia e probabilmente sono già persa e non ho il coraggio suppongo per grandi azioni e credo che serva molto coraggio per decidere di abbandonare la propria “serenità” per un’ideale o “preghiera”, ma spero che quel film racconti e dia un’idea per qualcosa per – IL CAMBIAMENTO –
E anche se non compierò mai grandi azioni né avrò il coraggio per morire per i miei ideali, o suicidarmi in una vasca o qualsiasi altra cosa spero che queste parole traccino, influenzino e vengano ricordate più della persona che le ha scritte perchè se quelle parole sono vere e cito “Cos’è l’oceano se non una moltitudine di gocce?”

Non aspiro a nulla, solo che questo film mi ha dato da pensare, quasi costretta per il suo coraggio e milioni di altri dettagli, ogni cosa è stata studiata talmente nei singoli atteggiamenti, movimenti o qualunque altra cosa che, questo han detto di me dopo esser uscita dalla sala e discutendone “Sembra quasi che tu fossi dentro il film, che tu ci abbia parlato coi singoli individui”. Penso che siano riusciti a fare quello che ogni film dovrebbe fare, ogni film che vuole trasmettere qualcosa, perchè Cloud Atlas ti colpisce a tal punto che la tua sfera emotiva viene destabilizzata. Perciò vi consiglio caldamente di andare il prima possibile a vederlo, e se ne avete voglia anche di leggervi il libro che è uscito prima ( scoperto da poco anche io.) E buon anno in ritardo!!( Meglio tardi che mai)

E vi lascio con questa splendido brano della Soundtrack ( se io non vi ho convinto abbastanza con le mie parole ad andare a vederlo lo farà questa melodia!)

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A. Roswertyh

Come se io valessi qualcosa – questo gioco è stato tirato per le lunghe
Non mi piace arrendermi, ho imparato a scegliere le mie mosse da sola.
“Sono ancora alle prime armi”

Le parole vuote da mani alzate a simboleggiare un menefreghismo latente.
Le mosse da provare sono tante e diverse. E impassibilmente faccio finta di non provare niente.

“Se valessi qualcosa cambierebbe qualcosa?”
E tutti cadono a domino sotto parole che rompono il silenzio potenti quanto un proiettile.
“E pensi che a me interessi qualcosa?”
se trasformassi le lacrime in cristalli da scambiare con altri proiettili che frantumino il mio odio?

“Ma non fa niente” una risposta da Ameba – Svegliati.

E alzi di nuovo le mani con un latente menefreghiso.
“E’ sbagliato” e faccio finta che non m’importi . Cadute in una scatola di cartone le lezioni.

“Riprendiamo” e ancora una volta agisco, la mano trema, Il Cavallo Cade.
– Sorrido –

 

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 A. Roswertyh 

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