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Tag Archives: mani

Era il giorno dipinto di rosso – bruciavo

Cadevo, cadevo con una forza vana che gridava “aggrappati” 
alle lacrime che leggiadre navigavano sopra di me
come cristalli sempiterni

Era il giorno dipinto di rosso – sanguinavo

le unghie affondavano nella nebbia dubbiosa
che rendeva il fondo di questa grotta infinito,
un posto dove dimenticare

Pareti ricoperte di riflessi frammentati
spezzati
dalla velocità di questa caduta già affrontata
e riaffrontata

Allora perchè ancora non vedo un appiglio?

Era il giorno dipinto di rosso – Gridavo silenziosamente

Credevo che la luce proveniente da quella fessura
non fosse altro che il vuoto di un posto inesistente
e invece oltre ai freddi azzurri cristallini
i rossi dominavano sotto l’influenza del vento,

Abituata a qualcosa di diverso,
mentre i miei carcerieri tiravano frecce fulminee
ho allungato la mano per raccogliere un Momento
di quella Diversità che è mancata nel mio Cuore.

“Ho ricordato in modo agro-dolce le voci armoniose,
non ho mai dipinto con te un arcobaleno
non ho mai immaginato di costruire con te delle scale invisibili per raggiungere
Il Paradiso
ma ora ho iniziato, con le dita tremanti, a disegnare
ciò che i miei occhi sognano anche quando sono sveglia
quindi, padrona delle mie catene continuerò a lottare.”

Era un giorno dipinto di rosso –

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A. Roswertyh

Disegno collegato alla poesia: http://breathflux.deviantart.com/#/d5iqblz

E colonna sonora che ha unito i miei sentimenti e portato alla luce l’ispirazione : http://v.youku.com/v_show/id_XMTIzMDk2NTY4.html

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Come se io valessi qualcosa – questo gioco è stato tirato per le lunghe
Non mi piace arrendermi, ho imparato a scegliere le mie mosse da sola.
“Sono ancora alle prime armi”

Le parole vuote da mani alzate a simboleggiare un menefreghismo latente.
Le mosse da provare sono tante e diverse. E impassibilmente faccio finta di non provare niente.

“Se valessi qualcosa cambierebbe qualcosa?”
E tutti cadono a domino sotto parole che rompono il silenzio potenti quanto un proiettile.
“E pensi che a me interessi qualcosa?”
se trasformassi le lacrime in cristalli da scambiare con altri proiettili che frantumino il mio odio?

“Ma non fa niente” una risposta da Ameba – Svegliati.

E alzi di nuovo le mani con un latente menefreghiso.
“E’ sbagliato” e faccio finta che non m’importi . Cadute in una scatola di cartone le lezioni.

“Riprendiamo” e ancora una volta agisco, la mano trema, Il Cavallo Cade.
– Sorrido –

 

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 A. Roswertyh 

English Version HERE