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Tag Archives: eros

Era il giorno dipinto di rosso – bruciavo

Cadevo, cadevo con una forza vana che gridava “aggrappati” 
alle lacrime che leggiadre navigavano sopra di me
come cristalli sempiterni

Era il giorno dipinto di rosso – sanguinavo

le unghie affondavano nella nebbia dubbiosa
che rendeva il fondo di questa grotta infinito,
un posto dove dimenticare

Pareti ricoperte di riflessi frammentati
spezzati
dalla velocità di questa caduta già affrontata
e riaffrontata

Allora perchè ancora non vedo un appiglio?

Era il giorno dipinto di rosso – Gridavo silenziosamente

Credevo che la luce proveniente da quella fessura
non fosse altro che il vuoto di un posto inesistente
e invece oltre ai freddi azzurri cristallini
i rossi dominavano sotto l’influenza del vento,

Abituata a qualcosa di diverso,
mentre i miei carcerieri tiravano frecce fulminee
ho allungato la mano per raccogliere un Momento
di quella Diversità che è mancata nel mio Cuore.

“Ho ricordato in modo agro-dolce le voci armoniose,
non ho mai dipinto con te un arcobaleno
non ho mai immaginato di costruire con te delle scale invisibili per raggiungere
Il Paradiso
ma ora ho iniziato, con le dita tremanti, a disegnare
ciò che i miei occhi sognano anche quando sono sveglia
quindi, padrona delle mie catene continuerò a lottare.”

Era un giorno dipinto di rosso –

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A. Roswertyh

Disegno collegato alla poesia: http://breathflux.deviantart.com/#/d5iqblz

E colonna sonora che ha unito i miei sentimenti e portato alla luce l’ispirazione : http://v.youku.com/v_show/id_XMTIzMDk2NTY4.html

E le sue labbra si sono sporcate
i petali stretti tra le mani, rovinati,
hanno sanguinato grondanti di pensieri.

L’altra notte il tuo respiro evaporando
ha lasciato cadere rugiarda sul mio cuore,
coperta dalle tue Ali bruciate – non ne rimane niente –
e il mio egoismo mi porta a indossare una maschera.

Ma è per quello che mi hai cercato in mezzo alla folla.
In un teatro dove tutti giocano a nascondino
l’unica persona con una maschera Reale ero Io.

Le luci delle lanterne Inglesi fingevano
un rapporto continuato concordandosi con le ombre,
e lì i miei piedi su carbone ardente tracciavano la loro condanna,

Il mio Peccato = Un ingenuo Desiderio
e le armi per Avverarlo, erano tante e variegate.

“Dimmi come faccio a sopravvivere in un mondo di Ragni
se la mia vita è come quella delle Ali di una Farfalla”
Sussurrai sulla lama che separava le mie labbra dalle tue.

 

2° Round

 

E se potessi ancora avvicinarmi a sfiorare le nuvole
grazie alla spinta di un’altalena lo farei.

Anni fa sono soltanto l’altro ieri.
Eppure rimangono Anni Fa.

Le tende si muovevano e la luce filtrava timidamente,
stringendo un poco le lenzuola e affinando la vista
il mattino aveva un sapore più dolce.
L’odore del caffé, l’odore dell’estate senza pensieri,
l’odore di qualcosa che si evolve perdendosi.

Mi manca.

Il vento sfiorava, sfiora e sfiorerà i gambi dei fiori,
gli alberi, i capelli, i sorrisi. Non dimenticherà nulla.
Di tutto ciò che gli abbiam versato dentro,
dipingerà altri posti, altri visi, ma rimarranno sempre
lì.

 

3° Round

 

L’asfalto ha sicuramente catturato la mia ombra zoppicante,
avrò mai più la possibilità di destare questo Bisogno Sconosciuto?

Aveva
Un
Ritmo
Diverso

La luce del mattino e le nuove Maschere
si annullano a vicenda.

Diversamente da ciò – io non riesco ad avere un Ritmo Regolare.

Pensi davvero che mi sia dimenticata delle lame nella carne
o dei petali sull’anima?

Tenuta in gabbia è diventata soltanto l’ombra che cammina sull’asfalto,
ha comprato colori per truccare una maschera senza niente.

Sta salendo rampe, più in alto, su un altro piano,
sopra, sotto, dentro il mondo. Un piano più Lontano,

“Le tue labbra non hanno emesso alcuna risposta.
Va bene Così.”
Sussurrai sulla lama che separava le mie labbra dalle tue,
gli occhi cristallini e pieni di rabbia, il tremore.

Perchè ho perso? Quale cosa ho perso?
La mia voce chiamerà inutilmente. E allora vado avanti.
Trovando altro e mantenendo il ricordo sfocato.

“Ho questa lama Amore Mio. La Userò fino alla Fine.”

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A. Roswertyh

Non ho molta voglia di giochi sciocchi o di equazioni imperfette.
La perfezione è un traguardo arduo – benchè questa sia a “gusti”.
In questi giorni lo scorrere del tempo è insensato prima c’era il tramonto
e ora mi ritrovo in un pomeriggio prolungato … Riavvolgendo la pellicola?

Un salto in più. Un inutile salto in più per ricere un Delusivo schiaffo.
La Lama d’argento sta tagliando l’aria emettendo un suono più che Eccitante.

Prova a leccare questo distorto desiderio che gocciola.
Perchè non ci provi? Hai paura di avvelenarti?

Accecati tutti voi da decisioni impulsive, ciechi davanti alle lancette.

Vivere una vita prosciugando fino all’ultima goccia.

I propri Elisir, un’Aroma che gode appoggiandosi sulla lingua.

Legali con un filo, legali prima che questi sprofondino nel dimenticatoio.

Lega tutto. Tutto. Le lancette non aspettano. (?)

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A. Roswertyh 

Affianco a questo sorriso manca
il rintocco dei tuoi “…”
Sto scrivendo con una bomboletta il tuo nome
sul cielo
potrei andare avanti così
percorrendo la linea degli autubus
correndo per non perderli – Sai che li perderò –
solitamente eri tu a tendere la mano
– afferala al volo –
anche se rimango indietro
questa catena mi trascina
marchiando l’asfalto
fuggendo da ciò che mi spaventa…
Stavolta sento le gambe pesanti
e le scelte mi buttano a terra
– stavolta non stai la stai afferrando
il tempo nel tempo nello spazio
non sono nulla per me ( purtroppo)
non li sento come passaggi
ma li vedo solo come … i momenti che avrei modificato.

Solo in certi istanti particolari
io sento questo sbalzo
di cambiamento dentro di me.

– nessun concetto vive tra queste membra
nessun prima o dopo
– è tutto relativo finchè non lo firmo

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A. Roswertyh

Mi sta divorando , – quei pensieri/ricordi mi uccidono lentamente –
forse sto sbagliando, – aiutami, ascolta la mia richiesta –
mi sta abbandonando lentamente   – non voglio
la voglia di vivere nella realtà,                       che questa mi porti via –
la voglia di vivere, se non fosse per l’immensa paura
del “DOPO”
forse…
Anche se credo nell’anima anche se credo in un paradiso
non come quello di Dante, ma forse come sogno,
diventiamo energia, diventiamo un soffio nell’universo,
e allora quello potrebbe essere un sostituto del paradiso?
Vedere l’infinito, vedere i giornio gli anni le ere passare
e non poter far nulla…
Ho questa strana sensazione, questa strana paura che mi percuote  l’anima
l’abbandono si avvicina sempre di più, la sensazione che
la sua mano stia svanendo, che le sue dita non s’intreccino mai più con le mie,
– Se quell’appiglio si romperà la musica non mi legherà più alla realtà ma mi porterà via
nel suo ingorgo che implode –
ODDIO…Perchè ora….perchè sento quest’enorme frustrazione?!
Perchè non riesco a sorridere, anche solo flebilmente, e le persone sono così cieche!
– Nelle lacrime ci sono gridi disperati silenziosi non udibili quasi invisibili
ma ora no, ora non so più camminare da quando sei tu la mia guida –

Terribile, eh?……..
Ho solo un desiderio, che sia un sogno o un incubo
voglio che continui senza esitazioni,
voglio che questo desiderio si “attivi”,
lascio puntini e virgolette con la speranza
che qualcosa di buono succeda
e questa tristezza si assopisca
“……….”

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A. Roswertyh
In questo momento mi sento morire dentro………………………………….

Non voglio più l’amore,
non quel tipo di amore,
non voglio restare ad aspettare
sotto un cielo smarrito,
“ormai sto piangendo”

E desidero una mera felicità,
e desidero uno sguardo che mi guidi nella vita
e desidero una voce che accolga ogni cosa di me
in ogni ora del giorno,
“ormai non esiste più quel sogno
benchè esista paradossalmente”

Ora, sono qui su tasti consumati,
Ora, sono qui a disegnare linee confuse,
Ora, sono qui senza la completezza che desidero
Il caso forse va archiviato ed io dovrei addormentarmi
“ormai questi teneri fiocchi si sono sciolti
lasciando il posto a spine che bucano l’anima”.

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A. Roswertyh

Photo Collegata

Il grande dono di conservare quell’essenza infantile,
ci salva dallo stereotipo di adulto che dovremmo essere,
ma se siam noi bambini a disegnare il nostro futuro
allora che sia in un sogno passa alla realtà
e allora non riconosceremo più le falsità,
ed un capriccio sicuro e continuo
per intimare la propria persona
avrà un fine, una stella che deve ancora esplodere,
una supernova che racconterà di me
e di un mondo in cui le torri son di cristallo e le ombre
vengono dominate da catene invisibili.

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A. Roswertyh

Photo Collegata

Lui suonava seduto,
scuotendo un pò la testa, andando a ritmo,
io mi accarezzavo le guance
e poi giù sul collo fino
in mezzo al seno
“Sono eccitata…” penso.
Guardo le sue mani scorrere
sulla tastiera, le sue dita che solleticano le corde..
Vorrei vibrare come quelle corde..quanto piacere emanano
a chi ascolta quelle note…quanto piacere emanerei
dalla mia bocca…
Ridacchio. Mi guardi.
“Sei la mia Musa…e anche una puttana eccitata..”
“Non è vero!”ridacchio arrossesendo,
lui fa il gesto di spararmi “Bang. Colpita…”
io lo guardo non ribatto..il mio corpo gode
solo dell’immagine sua.
Continua a suonare…mi nutro di lui.

Gli fermo la mano, lui mi guarda con un sorrisino malizioso,
sa già ciò che voglio, appoggia il basso,
mi tira su di sè, fa salire le mani dalle coscie
fino al sedere
stringendolo
e poi sulla schiena accarezzandola delicatamente.
Le mie labbra si uniscono alle sue
godono, lui respira me, ansimo mentre
mi domina, affondo le unghie nel petto
alzo la testa.
Osservo il soffitto, ma cosa osservo veramente?
Gli Occhi dell’abbandono…
sento il cuore sprofondare
e l’anima bruciare
uscire….sta uscendo dal corpo!
Ahhh!!
“Muoio…aahh…..muo…”
lui sorride nel piacere e mi sussurra
leccandomi il collo
“Godi?…godi…mia Musa”
Scivolano le gocce di sudore,
le baci.
un secondo. sono morta.
il secondo dopo. rinasco.

Persa. Perso il corpo dall’estasi rapito
si abbandona.
Mi prendi in braccio
e mi porti sul letto
coricandoti a fianco.
Mi osservi.
“Ti ho soddisfatta mia Dea?”
con le bocca aperta respiro agitata
stravolta.

“Sono Arrivata in Paradiso, sull’altare,
e mi trascini giù all’inferno legando la mia anima
alla lussuria che giace nei tuoi occhi…..”

Appoggi la tua testa sul mio seno,
e come un tenero bambino lasciandoti accarezzare
il capo
ti addormenti dicendomi…”Ti amo….Sei la mia…Schiava…io voglio……proteggerti.”
Dal mondo forse o da te stesso??
Non credo di voler sapere la risposta.
So solo che questa notte non la posso dimenticare.

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A. Roswertyh